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In questa sezione abbiamo raccolto un pò di materiale extra sui nostri lavori. Il più delle volte si tratta di articoli scritti di nostro pugno, ma se siete intenzionati a produrre del materiale in proposito, non avete che da contattarci!

E dai che ti piace PDF Stampa E-mail
Scritto da Watari   
21/01/06 - 13:41
e dai
 
Metti una sera a cena... 
 
Un' abbondante spaghettata, due risate ed una ricca dormita. Ecco in sintesi il modo in cui Maurizio è convinto di trascorrere la serata. L'amico Perù lo ha invitato a trascorrere la notte da lui dicendo di sentirsi tanto solo. Ma, contrariamente alle aspettative, non sarà una notte tranquilla...
Se si considera che quello appena raccontato è l'inizio della trama di un film intitolato "E dai che ti piace", probabilmente rimane difficile per i lettori immaginare che si tratta di un horror. Date le premesse e soprattutto il titolo forse qualcuno si aspetta addirittura una notte di passione tra i due amichetti. E invece Maurizio comincia a vedere sinistri individui in giro per la casa i quali, al sopraggiungere di Perù, puntualmente svaniscono. Maurizio, non creduto dall'amico, si troverà inghiottito dagli eventi. Tipica situazione da film horror insomma, con alcuni dei suoi ingredienti più classici.
A questo punto però qualcuno di voi potrebbe domandarsi: ma cosa c'entra un titolo così strano (E dai che ti piace) con una storia dell'orrore? Domanda più che legittima, forse proprio la curiosità per quel titolo insolito vi ha condotto su questa pagina. Quasi mi piacerebbe poter rispondere che in esso non c'è nessun riferimento alla vicenda narrata e che, anzi, "E dai che ti piace" non è altro che una preghiera che noi facciamo allo spettatore perchè, magari forzatamente, si faccia piacere questo cortometraggio senza pretese. E invece il legame tra il titolo e la storia esiste, ma non sarebbe giusto darne qui spiegazione: significherebbe svelare quella che io ritengo la nota più significativa di questo film: il "colpo di scena" finale. Già, la storia verso la fine, forse degenerando, subisce una svolta dai colori decisamente demenziali, ma al tempo stesso originali per un racconto horror... un horror che era rimasto comunque ambiguo nel corso dell'intera vicenda e questa sua ambiguità esplode nei momenti conclusivi.
Va detto che "E dai che ti piace" è frutto di una serata trascorsa tra amici giocando con la videocamera. Chiudere il film in quel modo è stata l'ultima di una serie di scelte improvvisate e dettate dagli umori del momento: l'intero cortometraggio è stato girato nell'arco di un paio d'ore, praticamente in tempo reale. Questo lo rende molto simile ai nostri primissimi lavori, dove gli interpreti inventavano la storia e la casualità regnava sovrana.

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